Principio di piacere e principio di realtà

Nella seconda topica, Freud teorizza che l’equilibrio psicologico di una persona si mantiene tramite un costante flusso di energia psichica. Infatti quando c’è una sovrabbondanza di energia psichica, l’individuo prova sofferenza, mentre una diminuzione di energia causa un senso di piacere ed appagamento. Per far circolare l’energia psichica, c’è bisogno di soddisfare delle esigenze personali, e qui entrano in gioco il principio di piacere ed il principio di realtà.

Questi due principi sono i percorsi da seguire per il raggiungimento dei propri obiettivi, senza degli obiettivi, o delle esigenze, l’essere umano non potrebbe far circolare l’energia psichica, la quale tenderebbe solo ad aumentare causando continua sofferenza. Invece, grazie a degli obiettivi ed al raggiungimento degli stessi, si può provare un senso di piacere ed appagamento, che da una motivazione valida per continuare a svegliarsi la mattina ed andare alla ricerca di altro piacere ed appagamento. 

Principio di piacere

Il principio di piacere spinge l’uomo a ricercare la soddisfazione immediata dei propri impulsi, fa parte dei processi primari che hanno luogo nell’inconscio. Quindi il fine è quello di scaricare le energie psichiche nella maniera più immediata possibile, in modo da abbassare il dispiacere ed iniziare a provare piacere, senza tener conto dei fattori ambientali e sociali in atto. Un pò come un bambino capriccioso che vuole tutto e subito senza voler fare i conti con la realtà. Infatti, quando un neonato ha bisogno di soddisfare un’esigenza, si mette a piangere ed i genitori provvederanno subito a soddisfarla, ad esempio allattandolo o mettendolo a dormire. In questo modo il principio di piacere ha fatto il suo lavoro, ma le cose cambiano una volta che il bambino diventa più adulto e deve raggiungere da solo i suoi obiettivi.

Principio di realtà

Una volta adulti bisogna fare i conti con la realtà, capire che non è possibile soddisfare i propri bisogni in modo immediato semplicemente piangendo, e qui entra in gioco il principio di realtà. Questo principio fa in modo che la psiche tenga conto di tutti i fattori esterni per il soddisfacimento dei proprio bisogni, come ad esempio il fattore temporale, delle norme sociali, leggi e morale. Si mette in atto una vero e proprio calcolo di rischio/rendimento, quindi ad esempio si rinuncia ad un piacere piccolo ed immediato a favore di un piacere più grande in futuro, un pò come l’investitore che rischia una parte del suo patrimonio a favore di un buon ritorno tra un anno, il quale provocherà maggiore piacere ed appagamento.

Il principio di realtà è ciò che ti permette di distinguerti dalle bestie, le quali ricercano solo appagamento immediato senza tener conto di molto altro, ed è ciò che ti permette di non stuprare una donna ogni volta che senti l’impulso sessuale, quindi è di fondamentale importanza nel regolare la vita quotidiana ed i rapporti sociali.

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Io, Es, Super-io

Inizialmente freud aveva teorizzato, in quella che chiamò “Prima Topica“, che la psiche umana fosse divisa in tre zone: Inconscio, Preconscio, Conscio.

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